Era una sera di ottobre, mentre chiudevo i cancelli del sentiero principale verso Passo Ghedina, quando scurai il movimento fra i castagni. Un corpo basso, massiccio, con quella striscia bianca che taglia il muso nel buio del crepuscolo. Un tasso. L'animale mi vide, si fermò per qualche secondo, poi si voltò lentamente e sparì nel sottobosco come se niente fosse. Chi era il visitatore, cosa stava cercando, dove andava: da allora, quella domanda rimane sospesa fra i tronchi di quella foresta.
Chi è il tasso e dove vive
Il tasso europeo, Meles meles, è un mustelide robusto che abita i boschi dell'Italia settentrionale e centrale. Preferisce ambienti misti, dove il bosco non è troppo fitto e il terreno consente la costruzione di tane. Nelle Dolomiti vive stabilmente, anche se raramente lo si vede.
È un animale notturno. Esce dalle sue gallerie sotterranee quando scende il buio, quando l'uomo ha già chiuso gli occhi. Per questo motivo, persino chi frequenta il bosco con regolarità potrebbe non incrociarlo mai. Il tasso vive solitario o in piccoli gruppi familiari, e ha un territorio che difende con discrezione.
La sua tana, la cosiddetta voltina, è uno dei capolavori nascosti del bosco. Può raggiungere una profondità di quattro metri e comprendere più camere. All'interno, il tasso prepara nidi di foglie secche e muschio. È un ingegnere discreto, che non vuole essere notato.
Cosa mangia e come vive

Il tasso è un carnivoro con una dieta molto varia. Caccia topi e arvicole scavando nel terreno, consuma insetti, lumache, anfibi. In autunno mangia ghiande, nocciole, frutti di bosco. È un animale opportunista che si adatta a quello che trova. Non è un grande cacciatore di prede grosse.
Dorme durante il giorno. Quando arriva l'inverno rigido, il tasso non va in letargo vero e proprio, ma entra in uno stato di torpore. Rimane nella sua tana per settimane, nutrendosi delle riserve di grasso accumulate. Aspetta che il freddo passi.
Vive a lungo per un mustelide. Può superare i dieci anni di vita in natura. Raggiunge la maturità sessuale intorno ai due anni. Si riproduce una sola volta l'anno, in primavera, dopo un accoppiamento autunnale che rimane in sospensione biologica.
L'incontro che non fa paura
Un tasso non attacca l'uomo. Questa è la verità che va ripetuta. L'animale è solitario, tranquillo, e quando percepisce la nostra presenza preferisce allontanarsi. Non ha nessun interesse a farsi notare.
Eppure, quando accade un incontro ravvicinato, la reazione istintiva è di stupore misto a paura. Quel corpo basso e massiccio, quel muso determinato, quelle unghie lunghe visibili anche al buio, tutto suggerisce un'aggressività che non esiste. È l'aspetto che inganna.
Il tasso può mordere e graffiare, ma lo fa solo in caso di estrema difesa personale, se si sente intrappolato o se proteggge i suoi piccoli. Un incontro casuale di sera nel bosco non genera queste condizioni. L'animale fugge.
Quello che vedi in quei pochi secondi è un essere che sta scappando, non uno che ti attacca.
Raro oggi, ancora più raro ieri
Nel corso del Novecento, il tasso è scomparso da gran parte dell'Europa occidentale. In Italia, fu cacciato senza tregua. Nelle tradizioni rurali era considerato un parassita, un nemico da eliminare. Si usavano trappole, cani, veleno.
Oggi la situazione è migliorata. Le leggi europee proteggono il tasso. In paesi come Gran Bretagna e Germania, il numero di animali è aumentato. In Italia, la popolazione rimane localizzata nelle aree boschive meno disturbate, soprattutto nel nord e nel centro.
Segnalazioni sporadiche di tassi arrivano dalle zone pedemontane dell'Appennino, dalla Lombardia, dal Veneto, dalle regioni alpine. Sono ancora animali rari, anche se non più in pericolo critico di estinzione.
Come comportarsi se lo incontri
Se ti capitasse di incontrare un tasso di notte, durante un'escursione, la cosa più semplice è stare fermo e lasciare che lui se ne vada. L'animale non cercherà il contatto.
Non fare rumori bruschi. Non cercare di avvicinarti per fotografare. Non metterti tra lui e la via di fuga. Il tasso sa benissimo dove vuole andare. Lascia che vada.
Se per qualche ragione l'animale si sente minacciato, potrebbe assumere una postura difensiva. Ha delle ghiandole anali che secernono un odore molto sgradevole, simile a quello della puzzola, anche se meno intenso. È la sua arma finale, non il morso.
Un incontro con un tasso è un privilegio raro. Stai assistendo a una vita che il bosco tiene nascosta.
Il significato dell'incontro raro
Dopo vent'anni a guidare gruppi di escursionisti nelle Dolomiti, ho imparato che gli incontri che rimangono sono quelli inaspettati. Un tasso che attraversa il sentiero al crepuscolo non è una minaccia. È una lezione di umiltà.
Nel momento in cui vedi quell'animale, capisci che il bosco non è una scenografia per le tue fotografie. È uno spazio dove altre vite continuano indisturbate, dove il tempo scorre secondo ritmi che non sono i nostri. Il tasso esce quando siamo al caldo, si nutre di quello che non vediamo, protegge una famiglia che nessuno conosce.
Quella striscia bianca che taglia il muso è come una firma sulla notte. Una firma che dice: qui vivo, qui appartengo, e il tuo passaggio è solo un istante nel mio anno.
Quando torno a casa e qualcuno mi chiede se ho paura a camminare solo nel bosco, penso a quella sera di ottobre. Penso a come quell'animale mi abbia insegnato che la paura spesso nasce da quello che non conosciamo, non da quello che ci minaccia davvero.
I tassi non spavantano chi sa ascoltare quello che il bosco racconta.
