Selvatici

Lepri europee in primavera: quando la stagione accende il loro istinto

Quando marzo arriva sulle montagne bellunesi, le lepri europee escono dai loro nascondigli invernali trasformate. I maschi si fronteggiano in duelli che sembrano danza, le femmine scavano fosse profonde nel terreno umido. La primavera non è semplicemente

Lepre europea maschio con orecchie dritte in un prato di montagna in primavera, terreno bagnato e erba verde appena germogliata, luce del tramonto dorato su rocce grigie sullo sfondo

Mercoledi mattina, nei pascoli del Nevegal a tremila piedi di altitudine, una lepre maschio scatta dal cespuglio di rododendro dove ha passato la notte. Non è paura: è furia territoriale. Marzo, quando la neve si ritira dai pendii e il terreno diventa morbido, è il mese in cui le lepri europee accendono il loro fuoco riproduttivo. Chi, cosa, dove e quando sono precisi: sono i maschi che perdono la pazienza, qui negli alti pascoli bellunesi, mentre il sole torna a scaldare la terra. Perche? Perche le femmine saranno fertili tra pochi giorni, e ogni maschio vuole essere il padre della prossima generazione.

Il risveglio dal torpore invernale

Durante l'inverno, le lepri europee cambiano il loro modo di vivere. Si muovono meno, mangiano quello che trovano tra il fieno secco e i germogli di pino, cercano di farsi invisibili ai rapaci e alle volpi. Il freddo rende il mondo piccolo, prevedibile, quasi tranquillo. Poi marzo arriva, il giorno si allunga, il sole guadagna forza. Le lepri sentono questo cambio nel loro corpo prima ancora di vederlo negli occhi. Gli ormoni della riproduzione si risvegliano, e con loro rinasce l'aggressività nei maschi e l'inquietudine nelle femmine.

Non è un ritorno semplicemente al movimento.

È una resurrezione del conflitto. I maschi cominciano a pattugliare i loro territori di caccia, rettangoli invisibili nel paesaggio che loro conoscono perfettamente. Se incontrano un'altra maschio, la reazione è quasi immediata: si drizzano sulle zampe posteriori, si fronteggiano come pugili, poi saltano insieme in cerchi folli. È quello che i naturalisti chiamano "boxing match", e chiunque abbia visto due lepri maschi duellare sa che non è un gioco di cortesia. Si colpiscono con le zampe anteriori, si mordono le orecchie, si respingono con furia genuina. Poi, come improvvisamente è iniziato, il combattimento finisce, e uno dei due lepri si allontana di corsa, costretto a cercare un altro territorio.

I rituali visibili nella prima luce

I rituali visibili nella prima luce

La cosa straordinaria della primavera è che questi comportamenti, normalmente nascosti, diventano visibili. Un lepre maschio affamato di lotta non si nasconde al tramonto. Esce nei prati aperti proprio quando il sole è basso, quando un osservatore paziente, fermo su una roccia, può vedere tutto. Ha visto cinque duelli in un solo pomeriggio di fine marzo, qui nei pascoli dove la neve appena ritirata lascia macchie bianche tra il verde che ricresce. Ogni volta la coreografia è la stessa. Due maschi si incontrano. Uno ha l'aria più tesa, come se reclamasse quello spazio. L'altro non si ritira. Si alzano insieme, in una posizione che ricorda quasi un'abraccio, poi cominciano i colpi. Durano pochi secondi, massimo mezzo minuto, ma in quel tempo accadono cose definitive: gerarchie si stabiliscono, territori si ridefiniscono, il futuro riproduttivo della stagione si scrive nel suolo bagnato.

Le femmine osservano questi spettacoli da una distanza strategica.

Non cercano necessariamente il maschio piu forte, ma il maschio piu calmo, piu consapevole della sua posizione nel territorio. Una lepre femmina non sceglie un combattente isterico, ma un difensore consapevole. Quando è pronta per l'accoppiamento, circa quaranta giorni dopo l'inizio della primavera, lei stessa attira il maschio con piccoli salti e con il suo odore. Lui la insegue, ma non in modo frettoloso. C'è una danza prima dell'accoppiamento, una sorta di valzer che può durare ore, dove il maschio gira intorno alla femmina, lei si ferma e ricomincia a correre, lui la segue senza stancarsi. È un test di resistenza, di dedizione, di capacita di stare al passo con lei. Se il maschio non è abbastanza veloce, lei semplicemente non si ferma.

La preparazione dei nidi nascosti

Mentre i maschi combattono nei pascoli visibili, le femmine iniziano un lavoro piu solitario e altrettanto cruciale: la costruzione dei nidi. Non sono nidi complessi, non come quelli degli uccelli. Una lepre femmina scava una piccola fossa nel terreno, profonda quanto una mano, e la riveste di erba secchi e di pelo che strappi dal suo stesso corpo. Lo fa in luoghi dove il terreno è leggermente rialzato rispetto al circondario, dove l'acqua non ristagna, dove è difficile per un predatore accorgersi di una piccola forma immobile. In primavera, quando il terreno è ancora morbido dal disgelo, questo lavoro è piu facile.

Questi rifugi sono così ben mimetizzati che un umano potrebbe passarci a due passi senza accorgersi.

La femmina può portare da uno a otto piccoli, anche se in montagna due o tre è piu comune. I giovani lepri nascono completamente ricoperti di pelo, gli occhi gia aperti, pronti per una vita di corsa e fuga gia dal primo giorno. La madre non rimane con loro. Torna per allattarli una o due volte al giorno, al tramonto, il momento in cui il rischio di predatori è leggermente inferiore. Il resto del tempo i piccoli rimangono immobili nel loro rifugio, invisibili, silenziosi, fiduciosi nel fatto che l'immobilita è la loro migliore arma di difesa.

Il significato di quello che vediamo

Stare nei pascoli montani in primavera, seduto su una roccia, guardando una lepre maschio che pattuglia il suo territorio, è come leggere un capitolo della vita della montagna che di solito rimane chiuso agli occhi umani. Questi comportamenti non sono strani o diversi da noi. Sono la manifestazione visibile di ciò che accade in ogni creatura quando la riproduzione diventa urgente, quando il DNA della specie chiede di prolungarsi nel tempo. La lepre maschio che combatte non sta affrontando un nemico. Sta affrontando il tempo stesso, la consapevolezza che questa stagione, questo momento di fertilita, non torneranno fino al prossimo anno. I comportamenti della primavera sono disperati e nobili al contempo, selvaggi e ordinati secondo regole che nessuno ha insegnato loro. Quando guardi una lepre in primavera, non stai osservando solo un animale. Stai guardando l'istinto di una specie che sa di avere poco tempo per assicurare il futuro.

Il silenzio che segue, dopo che la lepre è scomparsa nel crepuscolo, è il luogo dove queste creature vivono davvero.

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