Gatti

Perché il gatto fa le fusa quando lo accarezzi: la scoperta sul "cuscinetto" nella laringe che sorprende i bioacustici

Quando il gatto fa le fusa sulle vostre ginocchia, non sta solo esprimendo benessere: potrebbe stare "curandosi" da solo, e lo fa grazie a un'anatomia che la scienza ha capito davvero solo nel 2023.

Gatto domestico tigrato accoccolato sulle ginocchia di una persona, con gli occhi semichiusi e l'espressione rilassata mentre fa le fusa durante una carezza.

Divano, fine giornata, il gatto si arrotola sulla vostra coscia. La mano scende sul pelo, "bravo". E parte: un rombo basso, costante, che vi entra nelle gambe più che nelle orecchie. Continua per minuti, a volte mezz'ora. Succede sempre con le stesse carezze, sulle stesse zone, alla stessa ora. Non è solo l'effetto "purr therapy" che fa impazzire TikTok: per la bioacustica moderna quel piccolo motore nella gola del vostro gatto è il segnale che nel suo corpo sta succedendo qualcosa di molto preciso.

Negli ultimi vent'anni vari gruppi di ricerca hanno provato a capire cosa passa davvero nel corpo del gatto quando fa le fusa. Uno studio del Fauna Communications Research Institute del North Carolina, guidato dalla bioacustica Elizabeth von Muggenthaler, ha analizzato la frequenza sonora delle fusa di 44 felidi diversi con strumenti di registrazione ad ampia banda. Una ricerca più recente del Dipartimento di Biologia Comportamentale dell'Università di Vienna, pubblicata su Current Biology nel 2023, ha invece collegato direttamente le fusa a una particolare struttura anatomica della laringe. Il punto è capire perché il gatto faccia le fusa e che cosa stia "facendo" al proprio corpo in quell'istante.

Le spiegazioni classiche: comunicazione, contagio emotivo e… mistero anatomico

Per anni si è parlato quasi solo di etologia comunicativa. Le fusa sono il modo che il gatto ha di dire "stai facendo bene, non ti attaccherò", e infatti il gattino fa le fusa già a pochi giorni di vita mentre poppa dalla madre, per segnalarle che il latte arriva e che è al sicuro. Un piccolo aggiustamento di vocalizzazione per costruire il legame iniziale.

C'è poi il tema del contagio emotivo umano. Alcuni etologi suggeriscono che, per certi gatti adulti, le fusa possano "premiare" parzialmente l'umano: ogni volta che il gatto fa le fusa, il proprietario lo accarezza di più, gli parla, gli dà attenzione. Le fusa permetterebbero di ottenere risposte affettive ottimizzate. Infine esiste un fattore di proiezione sentimentale molto umano: ogni volta che il gatto fa le fusa, molti proprietari rispondono con un sorriso, una carezza, una parola dolce. Di fatto rinforzano il gesto, che diventa più frequente nelle stesse situazioni.

Tutto vero, ma non basta a spiegare perché il fenomeno esploda proprio quando il gatto è ferito, partorisce o sta per morire. Sono i tre momenti in cui un animale dovrebbe risparmiare energia, eppure è proprio lì che le fusa diventano più intense.

Cosa succede davvero nel corpo del gatto quando "ronfa"

Lo studio americano pubblicato sul Journal of the Acoustical Society of America nel 2001 ha lavorato con 44 felidi di specie diverse — gatti domestici, ghepardi, ocelot, puma, serval — registrati in condizioni di calma, di stress e di malattia. I ricercatori hanno misurato la frequenza fondamentale delle fusa con strumenti di analisi spettrale in tempo reale, separando il segnale prodotto in fase di inspirazione da quello in fase di espirazione. Cinque categorie di felini, decine di soggetti, centinaia di ore di registrazione, per separare la componente acustica da quella meccanica. Il risultato è stato chiaro: tutte le specie esaminate, con la sola eccezione del ghepardo, fanno le fusa in un range di 20-150 Hz, indipendentemente dalla taglia dell'animale.

La frequenza dominante per il gatto domestico è risultata di 25 Hz, con una forte armonica a 50 Hz. Quando l'animale era ferito o stressato, le fusa non sparivano: anzi, tendevano a concentrarsi nella fascia 25-50 Hz, quella più "terapeutica". In pratica il gatto non comunica solo, ma anche vibra, e la vibrazione ha un suo effetto sul corpo che la produce.

Questo significa qualcosa di notevole: le frequenze tra 20 e 50 Hz sono le stesse usate nella fisioterapia umana per stimolare la rigenerazione ossea, ridurre il dolore muscolare e accelerare la guarigione di tendini e legamenti. Le terapie a vibrazione meccanica a bassa frequenza, approvate per pazienti con osteoporosi o in riabilitazione post-frattura, lavorano esattamente in quella banda. Il famoso "ronron" del gatto, insomma, è molto più biomeccanico di quanto sembri.

Le fusa come "vocal fry" felino: il nuovo studio anatomico

La ricerca pubblicata su Current Biology nel novembre 2023 ha fatto un passo in più, concentrandosi proprio sul meccanismo fisico delle fusa. I ricercatori dell'Università di Vienna guidati da Christian T. Herbst hanno analizzato in laboratorio le laringi di 8 gatti domestici in un setup ex vivo, facendo passare aria attraverso le pieghe vocali isolate dal sistema nervoso. Le vibrazioni sono state misurate con videocamere ad alta velocità, sensori di pressione e flussimetri di precisione, mentre l'anatomia interna è stata ricostruita con TAC e analisi istologica.

Il dato interessante è che tutte e otto le laringi, senza alcun input nervoso, hanno prodotto vibrazioni a 25-30 Hz, le stesse frequenze delle fusa nei gatti vivi. Non bastano le contrazioni muscolari, né i segnali neurali. È proprio un particolare adattamento anatomico a far scattare il fenomeno: dentro le pieghe vocali del gatto i ricercatori hanno scoperto un "cuscinetto" di tessuto connettivo denso, mai descritto prima, che funziona come una massa oscillante. Come se il gatto avesse detto: "io sono costruito per ronfare, non devo nemmeno pensarci".

C'è anche un dettaglio acustico interessante: il regime vibratorio scoperto somiglia molto a quello che nella voce umana viene chiamato "vocal fry", la voce gracchiata e bassa che molti cantanti pop e rock usano nei registri estremamente gravi. La stessa fisica produce due fenomeni apparentemente molto distanti. Gli autori collegano il fenomeno al principio del lungo "quoziente di chiusura" delle pieghe vocali. Se la massa aggiuntiva nelle pieghe vocali del gatto è strutturalmente più densa, il principio aerodinamico MEAD porterebbe il felino a vibrare a frequenze altrimenti impossibili per un animale di pochi chili. Non è ancora una prova causale definitiva, ma il quadro è coerente con altri studi sui meccanismi vocali dei mammiferi.

Dallo stesso lavoro emerge un'ultima curiosità: i gatti adulti producono fusa più stabili e regolari dei gattini. L'ipotesi è che il "cuscinetto" laringeo si sviluppi e si densifichi con l'età, mentre nei cuccioli il meccanismo è ancora immaturo. Un pattern che ricorda, almeno in parte, quanto osservato anche nello sviluppo vocale dei bambini.

Per la vita quotidiana, la bioacustica "di precisione" significa una cosa semplice: quando il gatto fa le fusa mentre lo accarezzate, non sta solo dicendovi che è felice. Sta producendo una vibrazione a bassa frequenza che agisce sul suo stesso corpo, cercando di mantenere muscoli e ossa in buona salute anche durante le lunghe ore di sonno e immobilità che caratterizzano la specie. Restituite la carezza con costanza, sulle zone che preferisce, senza eccedere: lo aiuta davvero a rilassarsi e, in piccola parte, anche a stare bene fisicamente.

Se invece notate che il gatto fa fusa diverse dal solito — più intense, accompagnate da posizione accovacciata, respiro affannoso, rifiuto del cibo o dell'acqua, o se le fusa compaiono in un gatto che normalmente non le fa — i veterinari ricordano che potrebbe esserci un problema cardiaco, respiratorio o un dolore in corso. In quel caso, più che "bravo", la parola da pronunciare è "visita".

Condividi