Quando entrate in un negozio di animali e chiedete un criceto, il venditore vi presenta una piccola gabbia con una ruota, un nido, un abbeveratoio e vi dice che basta. Sbaglia, e di parecchio. Il criceto europeo (Cricetus cricetus), quella specie marrone più diffusa in Europa, ha un'esigenza di movimento assolutamente incompatibile con le gabbie da due o tre metri quadri che trovate in commercio. Non è un animale triste per natura, non muore di solitudine nel senso che non soffre psicologicamente l'isolamento sociale come soffrirebbe un ratto. Quello che soffre, invece, è la mancanza totale di spazio per muoversi, di terreno da scavare, di oggetti da rosicchiare e di stimoli che gli permettono di esprimere i comportamenti naturali della sua specie.
Il criceto è un roditore notturno e solitario, originario delle steppe europee e asiatiche, e nella natura copre enormi distanze durante la notte per cercare cibo e costruire le sue gallerie. La sua struttura fisica è adattata a una vita di movimento costante: ha muscoli potenti nelle zampe posteriori, una capacità cardiaca molto sviluppata e un metabolismo che brucia energia continuamente. Nel corso di una notte, un criceto selvatico percorre dai 9 ai 12 chilometri. Quanto accade in una gabbia da 80 centimetri di lunghezza? Praticamente nulla. Il criceto gira in circolo su una ruota troppo piccola (che causa curvature della spina dorsale), sporge il muso dalle sbarre, morde la plastica e rimane immobile per ore durante il giorno. Non è triste perché solo, è frustrato perché fisicamente intrappolato.
L'errore che commettono i proprietari e i negozi deriva da una comprensione superficiale del comportamento del criceto. Molti pensano che, poiché in natura vive solitario, in cattività debba stare da solo in uno spazio ristretto, quasi per "proteggere" questa sua natura solitaria. In realtà, quello che la ricerca etologica moderna ci dice è che il criceto ha bisogno di un ambiente complesso, dove la sua energia naturale possa essere indirizzata verso attività che gli impediscono lo stress. Quando il criceto non può esprimere i comportamenti tipici della sua specie, entra in uno stato di comportamento stereotipato: ripete gli stessi movimenti ancora e ancora, morde le sbarre, scava in modo ossessivo sempre nello stesso punto. Non è una forma di depressione nel senso stretto, ma è una chiara spia che l'animale soffre di disagio mentale e fisico.
Come gestirlo in casa correttamente
- Spazio minimo di 450 litri (almeno 120 centimetri per 60, ma meglio più profondo). Il negozio non ve lo dice perché una vasca così grande non la vende nessuno.
- Lettiera profonda almeno 20 centimetri: i criceti devono scavare tutti i giorni. È un comportamento innato e fondamentale per il benessere mentale.
- Una ruota da almeno 30 centimetri di diametro, con superficie piena (non a sbarre, che causa lesioni). Senza una ruota adatta il criceto si muove ancora meno.
- Nascondigli multipli, tunnel, oggetti da rosicchiare e materiali da scavare (carta, fieno, cartone). La ricchezza dell'ambiente riduce il comportamento stereotipato.
- Verificate il comportamento: se morde le sbarre in modo compulsivo, gira su se stesso sempre nello stesso punto o rimane immobile per ore quando dovrebbe essere attivo, significa che lo spazio è insufficiente. È il segnale più affidabile.
La verità che nessuno in negozio vi dice è che il criceto è un animale costoso da mantenere bene. Non per il cibo, ma per lo spazio e l'arricchimento. Se volete un piccolo rodittore che stia felice in una gabbietta piccola, scegliete un'altra specie. Se invece volete un criceto, preparatevi a dedicargli una vasca enorme, terriccio, materiale di scavo frequente e soprattutto la pazienza di osservare il suo comportamento invece di guardarvi dentro per pochi secondi. Ogni criceto è diverso: alcuni sono più attivi, altri più tranquilli, ma tutti hanno bisogno dello stesso numero minimo di centimetri quadri per non sviluppare frustrazione cronica.
