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Cisti epidermoidi nel gatto: quando è davvero una cisti

Rigonfiamenti sulla pelle del gatto spesso allarmano il proprietario, ma le cisti epidermoidi sono lesioni benigne. Quando intervenire e quando aspettare dipende dalle dimensioni e dalla posizione.

Gatto grigio con piccolo rigonfiamento sulla spalla, pelle sana e lucida intorno, primo piano ravvicinato

Durante trent'anni di ambulatorio a Catania ho visitato centiaia di gatti con piccoli rigonfiamenti sulla pelle. La maggior parte dei proprietari arrivava preoccupato, convinto che il figlio felino avesse un tumore. In nove casi su dieci si trattava di una cisti epidermoide, una formazione benigna che cresce lentamente senza pericolo immediato per l'animale. Questa lesione è comune nei felini, non dolente se non infiammata, e spesso non richiede alcun intervento chirurgico.

Che cos'è una cisti epidermoide

Una cisti epidermoide è una cavità sottocutanea chiusa contenente cheratina, una proteina naturale della pelle. Si forma quando le cellule epiteliali proliferano in modo disordinato, creando una sacca che si isola dal tessuto circostante. La parete della cisti è costituita da cellule epidermiche vive, mentre l'interno accumula residui cheratinosi che danno alla lesione quella consistenza pastosa.

Non è un tumore. Un tumore richiede proliferazione cellulare incontrollata con invasione dei tessuti. La cisti invece cresce lentamente, rimane ben delimitata e non infiltra i tessuti sani circostanti. Anche se il gatto vive con la cisti per anni, il rischio di trasformazione maligna è pressoché nullo.

Le cause ancora non sono completamente chiarite dalla ricerca veterinaria. Traumi locali ripetuti, follicoli piliferi intrappolati, infezioni pregresse della pelle possono favorire la formazione. In alcuni gatti la predisposizione genetica può giocare un ruolo, anche se non è dimostrato con certezza.

Come riconoscerla

La cisti epidermoide si presenta come un rigonfiamento tondo o ovale, ben delineato, che sporge leggermente dalla pelle. Ha una consistenza molle o di gomma, non è aderente ai piani profondi, si muove lievemente se la premi con il dito. Il gatto di solito non avverte dolore al tatto, a meno che non sia infiammata.

Può restare stabile per mesi o anni, crescendo molto lentamente. Talvolta il proprietario nota che il rigonfiamento è comparso improvvisamente, in realtà era già presente ma non ancora visibile. Cresce millimetro dopo millimetro, spesso non viene notato fino a che non raggiunge una dimensione apprezzabile.

La cisti si differenzia dall'ascesso perché l'ascesso è dolente, calda al tatto, spesso drenante, e causa malessere generale nel gatto. La cisti invece non causa sintomi, non è infetta se non complicata, e il gatto continua la vita regolare.

Quando osservare, quando operare

Una cisti epidermoide non richiede intervento se è piccola, stabile e non interferisce con il movimento del gatto. Ho visto gatti convivere per dieci anni con una cisti senza alcun problema. L'intervento diventa opportuno quando la lesione cresce in zona strategica, quando il gatto la lecca al punto da provare infiammazione, o quando raggiunge dimensioni tali da limitare la motilità.

Se la cisti si trova sulla spalla o sull'anca, il gatto può compensare il fastidio muovendosi diversamente. Se invece si localizza in zona inguinale o ascellare, dove la pelle si muove continuamente, può irritarsi frequentemente. Anche le cisti sulla testa vicino agli occhi richiedono più attenzione per ragioni estetiche e di comfort visivo.

L'intervento chirurgico è semplice. Il veterinario pratica una piccola incisione, estirpa la cisti intera con la sua capsula, sutura la ferita con punti riassorbibili. La procedura dura pochi minuti sotto anestesia locale. Il tasso di ricorrenza è basso, attorno al 5-10%, perché se la capsula viene rimossa completamente difficilmente si riformerà nello stesso punto.

Prima di operare è buono escludere altre diagnosi. Un esame citologico con ago sottile, se necessario, può confermare che si tratta proprio di una cisti e non di un lipoma o di una lesione più seria. Nei gatti giovani con una cisti singola, l'attesa conservativa è la scelta più razionale.

Cosa fare se la cisti si infiamma

Se il gatto lecca frequentemente la cisti, la pelle intorno arrossisce, o la lesione diventa dolente, significa che si è infiammata. In questo caso l'intervento diventa consigliato per evitare che il gatto la traumatizzi e la infetti ulteriormente. Un ascesso secondario renderebbe la guarigione più complicata.

In alcuni casi la cisti si rompe naturalmente, drenando il suo contenuto cremoso. Il proprietario nota una piccola ferita con secrezione. Questo non risolve il problema, perché la capsula rimane e la cisti si riformerà. È comunque un segnale che il momento di operare è arrivato.

Dopo l'intervento

Il gatto tornerà a casa con qualche punto di sutura e dovrà evitare di leccare la ferita per dieci-quattordici giorni. Un collare elisabettiano è il metodo più pratico. L'attività deve essere limitata i primi giorni, dopo gradualmente si normalizza. I punti si tolgono dopo due settimane se non sono già riassorbibili.

Le complicazioni sono rare. Talvolta si forma un po' di sierosità attorno alla cicatrice, che si riassorbe spontaneamente in poche settimane. Infezioni della ferita sono infrequenti nei gatti perché leccano raramente la zona se ben protetta dal collare.

La questione della diagnosi definitiva

Molti veterinari operano e mandano il campione a istologia per confermarne la natura. È una buona pratica perché garantisce che non ci fosse nulla di maligno o anomalo. La maggior parte dei referti confermerà cisti epidermoide, quelche volta la diagnosi sarà lipoma o altra lesione benigna cutanea.

Anche senza istologia, un veterinario esperto riconosce una cisti tipica dal suo aspetto durante la visita. Se la lesione è cresciuta lentamente, è morbida, mobile, non adesa ai piani profondi e il gatto non ha mai avuto sintomi, è praticamente certa una cisti epidermoide.

Dopo trent'anni in ambulatorio ho imparato che i gatti sono straordinariamente tolleranti verso le piccole imperfezioni della loro pelle. Una cisti che non causa dolore o limitazione funzionale non è una malattia da curare, ma una variante anatomica da sorvegliare. Se il proprietario decide di intervenire per ragioni estetiche, la scelta è comprensibile e l'intervento è semplice. Se decide di aspettare, non commette alcun errore medico.

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