Animali

Tassi nei boschi alpini: il ritorno notturno del mammifero italiano

Dopo anni di declino, i tassi ricompaiono nei parchi montani del Nord. Chi sono, come vivono nottetempo e perche il loro ritorno conta per l ecosistema.

Tasso europeo di notte con il muso bianco e nero distintivo, accanto a una tana scavata tra le radici di un albero in una foresta alpina con foglie secche

Il tasso europeo, Meles meles, torna a popolare i boschi delle Alpi italiane dopo decenni di quasi totale assenza. Questi mammiferi notturni, lunghi 60-70 centimetri e pesanti fino a 15 chili, hanno ripreso a scavare le loro caratteristiche tane nei parchi naturali del Nord. Dove, quando e perche stanno tornando. Soprattutto, cosa significa per chi vive in montagna e per chi frequenta questi ambienti.

Un tasso vive sottoterra. La sua tana, chiamata sett, e una struttura complessa con piu cunicoli e camere, spesso ereditata da altre generazioni di tassi e ampliata nel tempo. Una singola tana puo avere 10 o 15 ingressi diversi, distribuiti su una superficie anche di alcuni ettari. Il tasso esce al tramonto e caccia fino all alba, cercando invertebrati, radici, frutti e occasionalmente piccoli vertebrati. Non iberna come l orso, ma cade in uno stato di torpore invernale dove il metabolismo rallenta e i periodi di attivita si riducono drasticamente.

Perche erano scomparsi

Nel Novecento, i tassi furono sterminati sistematicamente. Gli agricoltori li ritenevano responsabili della predazione sul bestiame, sebbene il tasso si nutra raramente di animali domestici. Le cacce organizzate, l avvelenamento e la distruzione delle tane furono pratiche comuni fino agli anni Ottanta. Il risultato: le popolazioni alpigne crollarono quasi a zero. In molti parchi del Nord, non si vedeva un tasso da decenni.

La perdita del tasso ebbe conseguenze silenziose e poco visibili. Un ecosistema privo di predatori piccoli e medi perde equilibrio. Le tane abbandonate venivano colonizzate da altri animali, ma la ricchezza biologica complessiva diminuiva.

Il ritorno inizia negli anni Novanta

Le prime segnalazioni credibili di tassi nei boschi alpini tornano agli anni Novanta. Non e stata una reintroduzione programmata, ma una colonizzazione naturale da popolazioni svizzere e austriache limitrofe. Alcuni tassi, probabilmente giovani in dispersione, hanno attraversato i confini e trovato boschi sufficientemente ricchi di cibo e meno soggetti a persecuzione diretta. Pian piano, altri li hanno seguiti.

I parchi nazionali e regionali, come quelli della Val Grande, dello Stelvio e del Gran Paradiso, hanno cominciato a documentare tracce: impronte nelle polvere delle strade forestali, feci caratteristiche, tane scavate di fresco. Con gli anni 2000, gli avvistamenti diretti divennero piu frequenti, soprattutto grazie a fototrappole e ricerche di biologi.

Come riconoscere un tasso

Il tasso ha una firma visiva inconfondibile: testa massiccia, muso allungato, strisce bianche e nere longitudinali che partono dagli occhi e scendono fino al muso. Le zampe sono tozze e forti, con artigli lunghi e ricurvi, perfetti per scavare. Di notte, se illuminato dai fari, riflette gli occhi con un rosso intenso.

Anche le tracce sono riconoscibili. Le impronte anteriori sono larghe, con cinque dita visibili. I feci sono cilindrici, spesso con resti di insetti o bacche, depositati in latrine comuni che il tasso mantiene scrupolosamente lontano dalla tana.

Chi cammina nei boschi alpini al tramonto o di notte ha probabilita piccole ma reali di incontrarne uno. Il tasso non e aggressivo verso l uomo e preferisce fuggire. Pero, sorpreso molto da vicino, puo scattare una reazione difensiva e mordere.

Cosa mangiano i tassi alpini

Nei boschi alpini il tasso trova una dieta ricca e diversificata. D estate predilige invertebrati: lombrichi, larve di insetti, formiche. Autunno e primavera portano bacche e radici. Non disdegna piccoli roditori, rane e lucertole se capita. La disponibilita alimentare varia con l altitudine e la stagione, ma complessivamente le Alpi offrono risorse sufficienti a sostenere popolazioni stabili.

Un tasso adulto necessita di 300-400 grammi di cibo al giorno, piu in inverno per accumulate riserve prima del torpore. Nei boschi ricchi di humus e fauna invertebrata, una singola tana puo nutrire una famiglia intera.

Il significato ecologico del ritorno

Il ritorno del tasso non e una curiosita naturalistica. E un indicatore. Un predatore piccolo e sensibile come il tasso non torna se l ecosistema non ha raggiunto un minimo di stabilita alimentare e di bassa persecuzione umana diretta. La sua presenza segnala che il bosco alpino, sebbene ancora sotto pressione da cambiamenti climatici e sfruttamento, mantiene una struttura biologica sufficiente. Un bosco dove vivono tassi vivi significa bosco con lombrichi, foreste di insetti, sottobosco rigoglioso.

Inoltre, le tane del tasso diventano rifugio per decine di altre specie: conigli selvatici, donnole, porcospini, anfibi. Questo fenomeno di coesistenza aumenta la resilienza complessiva dell ecosistema.

Conflitto con l uomo: una questione ancora aperta

Non tutti in montagna celebrano il ritorno dei tassi. Gli apicoltori li considerano nemici delle arnie, sebbene il tasso le danneggi raramente in modo sistematico. I cacciatori, in alcune regioni, li vedono come concorrenti per lepri e fagiani, ragione per cui rimangono animali cacciabili in molte regioni italiane. I proprietari di terreni agricoli vicino ai boschi talvolta temono danni alle colture, anche se concreti e documentati sono rari.

Questa tensione rispecchia un conflitto piu ampio: il desiderio di nature selvaggia e quella di sfruttamento controllato. Le regioni del Nord, soprattutto il Piemonte, il Veneto e la Lombardia, stanno sviluppando piani di convivenza, con protocolli per monitorare le popolazioni senza eliminarle sistematicamente.

Come monitorarli senza disturbarli

I ricercatori che studiano i tassi alpini usano metodi non invasivi: fototrappole infrarossi posizionate nei pressi delle tane, raccolta e analisi genetica dei feci, mappatura acustica. Questi approcci forniscono dati demografici senza catturare gli animali.

Chi frequenta i boschi alpini puo contribuire segnalando avvistamenti a enti locali o parchi. Una foto, una tana fotografata, impronte documentate: sono informazioni preziose per i conservazionisti. Mai, pero, andare a cercare deliberatamente tassi per distrarli o toccarli. Il disturbo durante il periodo riproduttivo puo danneggiare cucciolate intere.

Il futuro resta incerto

Il ritorno dei tassi alpini e incoraggiante, ma fragile. Il cambiamento climatico sta alterando i cicli biologici dei boschi: le bacche maturano prima, gli insetti emergono secondo ritmi sfasati. Questo puo creare scarsita alimentare nei periodi critici. Inoltre, l espansione dei vigneti e delle colture intensive ai margini dei parchi riduce gli habitat.

Perche il tasso rimanga, servono boschi maturi, con sottobosco intatto e assenza di veleni. Servono persone disposte a tollerare la sua presenza, anche quando scava tane vicino alle case o frequenta orti. Serve una politica forestale che privilegi la complessita biologica sulla semplificazione.

I tassi notturni che tornano nei boschi alpini del Nord non sono una specie restaurata. Sono una specie che ha scelto di tornare, trovando spazi e risorse sufficienti. Mantenerla richiede visione a lungo termine, quella che misura il valore di un bosco non in legname estratto, ma in complessita biologica preservata.

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