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Scoiattoli rossi tornano in Italia: come riconoscerli davvero

Negli ultimi anni cresce l'interesse per il ritorno dello scoiattolo rosso europeo nelle regioni settentrionali e centrali dell'Italia. Molti avvistamenti iniziali però contenevano errori di identificazione.

Scoiattolo rosso europeo su ramo di abete con coda fluente, orecchi con ciuffi neri caratteristici, pelliccia rosso-marrone e zampe posteriori piene di peli

Chi visita boschi di conifere nelle Alpi e negli Appennini settentrionali segnala sempre più spesso il ritorno dello scoiattolo rosso europeo. Cosa sta accadendo davvero negli ultimi cinque anni nei nostri boschi. Perché i primi avvistamenti hanno generato confusione tra gli osservatori. Quale specie davvero torna e quale invece si confonde con essa. Le risposte dipendono da dettagli che occorre imparare a osservare.

Il problema dei primi avvistamenti

Tra il 2018 e il 2022 le segnalazioni di scoiattoli rossi nei forum naturalistici italiani sono cresciute. Spesso però chi segnalava non aveva bene in mente quale fosse il vero scoiattolo rosso europeo. La confusione nasceva soprattutto da tre errori ricorrenti.

Primo errore: confondere il colore della stagione. Lo scoiattolo rosso muta il mantello due volte l'anno. D'inverno diventa più scuro, quasi rossastro-marrone. D'estate schiarisce e il rosso diventa dominante. Chi fotografava lo stesso animale in due stagioni diverse credeva di vedere due specie.

Secondo errore: scambiare gli scoiattoli grigi introdotti da privati con scoiattoli rossi. In Italia circolano esemplari di scoiattolo grigio orientale tenuti in cattività o fuggiti. Hanno una taglia simile ma il mantello è grigio-antracite, senza il rosso caratteristico.

Terzo errore: non osservare i tratti distintivi. Le orecchie dello scoiattolo rosso europeo hanno sempre ciuffi neri lunghi e visibili. La coda è densa e fluente. La pancia è bianca. Questi dettagli non cambiano stagionalmente e permettono di escludere altre specie con certezza.

Come riconoscere davvero lo scoiattolo rosso europeo

Lo scoiattolo rosso europeo misura 20-25 centimetri di lunghezza, più la coda che arriva a 15-20 centimetri. Pesa tra 250 e 500 grammi. Non è grande come uno scoiattolo grigio americano. Chi ha visto solo foto online spesso sbaglia le proporzioni.

La caratteristica più affidabile: le orecchie. Sono piccole, appuntite, coperte di peli fitti, e terminano con ciuffi lunghi di colore nero o grigio scuro. Questi ciuffi sporgono chiaramente sopra la testa, soprattutto in autunno e inverno quando il mantello è più lungo. Nessun'altra specie di scoiattolo europeo ha questi ciuffi auricolari.

Il mantello cambia tonalità ma resta rosso-arancio o rossastro-marrone, mai grigio o nero. D'estate il rosso è acceso. D'inverno diventa più opaco, talvolta con sfumature marroni. La pancia è sempre bianca, a contrasto netto. Le zampe posteriori sono completamente coperte di peli lunghi e morbidi, senza la pelle nuda visibile.

La coda è larga, densa, piumosa. Non è sottile come quella di un topo selvatico o di un ghiro. Vista dal basso, la coda mostra colori chiari nelle parti inferiori e rosso-marrone nelle superiori.

Perché torna nei boschi italiani

Lo scoiattolo rosso europeo era presente in Italia fino all'inizio del Novecento. Fu cacciato per la pelliccia e la carne. I boschi si trasformarono per agricoltura intensiva. La specie scomparve dalle regioni meridionali e dalla pianura Padana, restando solo nelle Alpi.

Negli ultimi venti anni tre fattori hanno invertito la tendenza. La riforestazione naturale di aree abbandonate ha creato boschi misti di faggi e conifere adatti allo scoiattolo rosso. La protezione legale ha fermato la caccia. Le popolazioni alpine hanno lentamente espanso l'areale verso sud, raggiungendo gli Appennini e boschi precedentemente vuoti.

Questo non è un ritorno improvviso da zero. È il lento recupero di una specie che non era mai del tutto scomparsa dalle aree montuose ma restava concentrata in poche zone.

Gli errori a non ripetere nelle segnalazioni

Chi vuole segnalare un avvistamento correttamente deve raccogliere informazioni precise. Fotografare l'animale intero, soprattutto le orecchie. Registrare data, ora e luogo preciso. Descrivere il colore del mantello e della pancia. Annotare il tipo di bosco: conifere, latifoglie, bosco misto.

Non basta dire "Ho visto uno scoiattolo rosso". Occorre descrivere i dettagli che escludono altre specie. Se la foto mostra orecchie senza ciuffi è uno scoiattolo grigio. Se la pancia è dello stesso colore del dorso, non è il rosso europeo. Se il mantello è uniformemente grigio, si tratta di altra specie.

Una segnalazione solida ha valore per i dati sulla distribuzione della specie. Una segnalazione vaga, per quanto ben intenzionata, genera confusione e allontana risorse dai monitoraggi seri.

Il criterio decisivo: dove osservare

La location è il primo filtro. Lo scoiattolo rosso europeo frequenta boschi di conifere puri o misti in montagna, da 800 a 2000 metri di quota. Preferisce abeti rossi, abeti bianchi e larici. Se un bosco è di pianura, puro latifoglie o in zone urbane, la probabilità di trovare il rosso europeo è bassissima. Altre specie vi prosperano, non questa.

La montagna con boschi aperti di conifere è l'habitat definitivo. Qui occhi attenti riconoscono il vero scoiattolo rosso europeo, quello che torna davvero nei nostri boschi italiani dopo tanto tempo lontano.

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