Animali

Quali animali si vedono al Gran Paradiso nella prima visita

La prima volta al parco del Gran Paradiso mette a fuoco gli abitanti veri del territorio. Camosci, marmotte e aquile vivono qui a quote diverse. Scegli il sentiero giusto e vedrai la fauna alpina senza schermi.

Camoscio marrone scuro in piedi su roccia grigia con sfondo di prati alpini verdi e cime innevate al tramonto

Chi entra per la prima volta nel parco del Gran Paradiso si aspetta di vedere subito fauna selvatica. La realtà è più pacata ma solida: gli animali alpini qui ci sono, però servono pazienza e scelta del percorso giusto. Il parco si stende fra le valli del Orco, della Stura e del Gran Paradiso stesso, fra Piemonte e Valle d'Aosta, coprendo oltre settemila ettari di territorio montano puro. Nelle prime ore di escursione, specialmente in primavera e inizio estate, gli incontri con la fauna selvatica avvengono davvero, purchè tu cammini consapevole di dove cercali.

I camosci: gli abitanti più visibili

Il camoscio alpino è il mammifero che vedrai con più probabilità durante una prima salita nel parco. Sono piccoli, fra gli ottanta e i cento chilogrammi, e si muovono in branchi anche di venti individui. Hanno un colore marrone che cambia stagione: grigio d'inverno, più scuro in estate. Le corna sono brevi e uncinate verso il basso, caratteristiche che li distinguono subito dai cosiddetti stambecchi.

I camosci stanno sulle creste rocciose e sui pendii ripidi fra i duemila e i tremila metri. Amano le zone con muschio e licheni per il pascolo. Se sali verso le quote più alte, soprattutto nelle valli laterali, vedrai facilmente uno o più branchi da distanza di cento metri circa. I migliori orari sono all'alba e al tramonto, quando scendono a pascolare sugli aperti più tranquilli.

Gli stambecchi: simbolo raro diventato comune

Lo stambecco delle Alpi era quasi estinto cento anni fa. Nel Gran Paradiso restava una piccola popolazione. Oggi, grazie alla protezione rigorosa, vedi facilmente questi animali dai due ai cento chilogrammi, con corna massicce e ricurve all'indietro. Un maschio adulto è facilmente riconoscibile dalla forma e dalle dimensioni delle corna, che possono superare il metro di lunghezza.

Gli stambecchi frequentano le pareti rocciose più scoscese, fra i duemilacinquecento e i tremila metri. A differenza del camoscio, lo stambecco non teme molto lo scoscendimento estremo: le zampe robuste e gli zoccoli specializzati lo tengono fermo su rocce quasi verticali. Cercali sulle pareti dirimpetto ai sentieri principali. Uno o due individui spesso restano immobili a guardare chi passa: non scappano subito come il camoscio.

Le marmotte: il segnale acustico della presenza

La marmotta alpina non è il primo animale che vedi, ma è il primo che senti. Il loro fischio acuto è una sentenza: una marmotta di vedetta ha scorto il tuo movimento e avvisa il branco. Questi roditori piccoli, fra i tre e i quattro chilogrammi, vivono in colonie e gestiscono il territorio con sistema gerarchico. Hanno corpo tozzo, zampe corte e pelliccia spessa marrone grigiastra.

Durante una prima salita nel parco, specialmente su terreni erbosi fra i duemilacinquecento e i tremila metri, ascolterai spesso questi fischi. Le marmotte escono dalle tane fra le sei e le dieci del mattino, poi scompaiono durante il caldo di mezzogiorno. Verso il tardo pomeriggio riappaiono. Se rimani fermo vicino a un'area di pascolo roccioso per dieci minuti, qualche marmotta ti lascerà avvicinare fino a una ventina di metri.

L'aquila reale: il rapace che domina l'aria

L'aquila reale è difficile da vedere per caso, ma se sollevi gli occhi verso il cielo nelle zone aperte sopra i duemilacinquecento metri, potresti avvistarne una che solca l'aria in cerchi ampi. Pesa fra i quattro e i sei chilogrammi, ha un'apertura alare che supera i due metri. Il colore è marrone scuro con riflessi dorati sulla testa e sul dorso.

Nel Gran Paradiso vivono almeno tre o quattro coppie di aquile reali. Non è raro sentirne il verso acuto durante le escursioni, specialmente in primavera. Cercale fra le undici del mattino e le tre del pomeriggio, quando le termiche ascendenti le aiutano a planare senza fatica. La loro preda principale è la marmotta, quindi dove c'è il roditore di solito passa anche l'aquila.

Altri incontri possibili: caprioli e uccelli

Se cammini nei boschi di larice e abete rosso fra i duemila e i duemilacinquecento metri, in particolare sugli versanti più freschi esposti a nord, puoi incontrare il capriolo. È un cervide piccolo, fra i venti e i trentacinque chilogrammi, marrone rossiccio in estate, grigio d'inverno. I maschi hanno corna ramificate che portano solo da marzo a novembre.

Sugli stessi sentieri troverai passeriformi legati alla montagna: organetti alpini, codirossi, merli di roccia, crocieri. Se ami l'osservazione ornitologica, porta binocoli: il parco è ricco di specie endemiche e migratorie. La stragrande maggioranza degli escursionisti non nota questi uccelli, ma un'attenzione diversa al suono e ai movimenti veloci tra gli alberi li rivela facilmente.

Come organizzare la prima escursione per vedere fauna

Non è un corso di zoologia, è scelta concreta. Parti all'alba da uno dei rifuggi interni: il rifugio Vittorio Emanuele secondo o il rifugio Gastaldi sono punti strategici. Sali lentamente, fermati spesso, ascolta. Porta binocoli anche piccoli: cento metri di distanza diventano venti. Vesti in strati perché la temperatura scende di sei gradi ogni mille metri di salita. Che sia maggio o settembre, la montagna spiazza chi sale con poca preparazione fisica.

I migliori sentieri per chi vuole fauna sono la salita verso il Corno Bianco da Pont, che attraversa pascoli aperti e roccioni, e la traversata dei Tredici Laghi, che passa per zone ad alta densità di stambecchi. Evita le ore fra le undici e le quattro del pomeriggio: gli animali si ritirano in zone ombreggiate e restano immobili per far scendere la temperatura corporea. La tua scelta di orario e di percorso pesa più della fortuna.

Il criterio vero per tornare a casa con immagini mentali buone

Non aspettarti che la fauna si ponga davanti come in uno zoo. Aspettati di camminare tre ore vedendo poco, poi all'improvviso incrociare un branco di camosci e restare sorpreso da come erano invisibili pochi minuti prima. Questo è il parco del Gran Paradiso: riuscito quando accetti che la montagna decide i suoi tempi e le sue apparizioni. Tornare giù con due o tre incontri reali con la fauna alpina non è male. È il massimo che puoi richiedere a una montagna onesta.

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