Animali

Perche le civette ulula di notte e non durante il giorno

Le civette hanno sviluppato un sistema complesso di vocalizzazioni notturne per comunicare territorio, corteggiamento e pericoli. Ogni specie produce suoni diversi, adatti all ambiente in cui vive.

Civetta reale posata su ramo di faggio durante l alba, con occhi rotondi ben aperti e piumaggio fulvo, sullo sfondo bosco di conifere appena illuminato

Una notte di maggio nei boschi delle Alpi Marittime. Chi cammina tra i larici sente arrivare un suono che incide l aria: un ululato profondo, cadenzato, che viene da una corteccia di abete a trenta metri d altezza. Non e il grido di un lupo. E la civetta reale, il Bubo bubo, che rivendica il suo territorio a chiunque voglia sentire. Questo ululato non e casuale, non e un richiamo generico. E un messaggio specifico, rivolto ad altri maschi della specie e ai competitor che magari stanno pensando di stabilirsi da quelle parti.

Le civette sono fra i rapaci piu specializzati nella comunicazione vocale. A differenza di molti altri uccelli, che sfruttano gesti e posture per comunicare, gli strigidi hanno sviluppato un arsenale di suoni incredibilmente articolato. La ragione e pratica: nel buio della notte, non puoi mostrare i colori delle piume, non puoi gonfiare il petto o alzare la cresta. Il buio appiattisce i segnali visivi. La voce diventa l unica strada.

Tre tipi di civette nei boschi del Nord

Nel Nord Italia vivono tre specie principali di strigidi notturni: la civetta reale, la civetta nana e l allocco. Ognuna produce suoni completamente diversi, adattati alla struttura fisica del corpo e all habitat preferito.

La civetta reale, la piu grande, emette ululati profondi e sonori che possono coprire oltre un chilometro di distanza. Il verso caratteristico e un doppio ululato di bassa frequenza, che reca in se una certa autorevolezza. Un maschio di civetta reale puo vocalizzare per sessanta, novanta secondi consecutivi, specialmente durante il periodo riproduttivo che va da settembre a novembre.

L allocco invece produce un richiamo piu dolente, quasi simile al grido di un bambino in lontananza: un verso crescente che sale e poi scende. Gli ornitologi lo chiamano "chiocciata", ed e probabilmente il verso piu noto ai camminatori notturni. L allocco occupa le faggete e le quercete dei parchi prealpini, mentre la civetta reale preferisce le zone piu aperte con radure e margini boschivi.

La civetta nana, infine, e la piu piccola e produce suoni acuti, quasi metallici: una sequenza rapida di trilli che ricordano il canto di un passero, ma piu prolungato. Vive nelle zone arbustate e nei boschi giovani dove puo trovare buchi negli alberi per nidificare.

Il linguaggio territoriale delle civette

Quando una civetta ulula dal suo territorio, non sta semplicemente chiamando compagni o avvertendo che ha fame. Sta tracciando confini invisibili nello spazio. Ogni maschio mantiene un territorio di alcuni chilometri quadrati, che conosce in ogni dettaglio. L ululato rimbalza tra i rami, si riflette sulle pendici rocciose, arriva alle orecchie di altri maschi.

Un maschio che ode un ululato sa esattamente dove rispondere. Se l ululato viene da est, lui risponde da ovest per consolidare il suo confine. Se viene da una distanza ravvicinata e minacciosa, il tono cambia: diventa piu acuto, piu frequente, quasi una sorta di sfida. Questo comportamento vocale viene chiamato "duettare" quando maschio e femmina si rispondono, o "contrattaccando" quando due maschi si sfidano.

La sequenza temporale non e casuale. Le civette tendono a vocalizzare di piu in certe ore della notte: intorno al tramonto, per stabilire la ripresa del territorio dopo il sonno, e intorno all alba, quando l attivita notturna sta per terminare. Nel cuore della notte, quando la maggior parte degli insetti e dei piccoli mammiferi stanno dormendo, le civette taciono e dedicano tutta l energia alla caccia.

Corteggiamento e riconoscimento

Con l arrivo della primavera, intorno a febbraio e marzo, i versi cambiano funzione. Non si tratta piu di difesa territoriale, ma di corteggiamento. Il maschio inizia a produrre suoni piu dolci, meno aggressivi. Introduce variazioni nel verso, quasi come una forma di "canto". La femmina, se interessata, risponde con suoi versi caratteristici: frasi piu brevi, tono leggermente diverso.

Ogni coppia sviluppa una sorta di dialetto personale. Non nel senso che inventano nuovi suoni, ma nel modo in cui alternano e modulano i versi consolidati. Un biologo che conosca bene un bosco puo riconoscere quale maschio sta cantando solo ascoltando il timbro e la frequenza. Gli ululati di un giovane maschio, per esempio, sono leggermente piu acuti rispetto a quelli di un maschio adulto di sette o otto anni.

Suoni d allarme e predazione

Le civette non comunicano solo territorio e amore. Possiedono anche un vasto repertorio di suoni d allarme. Quando una civetta scopre un predatore durante il giorno, per esempio un'aquila reale che passa dalle parti, emette una serie di "cip cip cip" secchi e velocissimi. Questo suono ha una frequenza alta, ben udibile dagli altri uccelli della zona.

I fringuelli, i tordi, persino i comuni passeri, riconoscono questo allarme della civetta e reagiscono subito, sperdendosi tra i rami o volandosi in rifuggi. Nel bosco notturno, le civette sono predatori apicali, ma durante il giorno sono loro stesse preda. L allarme vocale della civetta diventa una forma di comunicazione inter-specifica: gli altri uccelli capiscono che c e un pericolo, anche senza vedere la civetta.

Quando la voce cambia con l eta

I giovani di civetta che lasciano il nido per la prima volta producono suoni diversi dagli adulti. Sono meno fluidi, spesso interrotti, con variazioni di tono brusche. Somigliano, in qualche modo, a quando un adolescente umano ha la voce che cambia. Questi giovani non hanno ancora asserito un territorio e producono suoni meno aggressivi, piu sottomessi.

Man mano che crescono, imparano a modulare meglio i versi, sviluppano ululati piu ricchi e penetranti. Questo non avviene perche gli insegnino gli adulti, ma perche ogni individuo affina il suo sistema vocale attraverso la pratica e la competizione con altri maschi. Non e istinto puro: e apprendimento.

Ascoltare le civette nei parchi

I parchi del Nord Italia dove e piu facile udire civette sono il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco Regionale del Ticino e varie aree protette delle Alpi. Per ascoltare questi uccelli occorre pazienza e discrezione. Una torcia accesa spaventa le civette. E meglio ascoltare senza guardare, lasciar che la voce arrivi dall alto, dal lato, dal buio.

Molti escursionisti notturni e birdwatcher scambiano il verso della civetta con altri suoni della notte. Il gufo reale, il Bubo bubo, con il suo ululato grave, viene talvolta confuso con il richiamo di un mammifero. L allocco con il suo verso acuto viene a volte attribuito a un rapace non identificato. Questa confusione e naturale in chi non conosce il linguaggio del bosco notturno.

Il significato biologico del silenzio

Altrettanto importante di cio che le civette dicono e cio che non dicono. Quando una civetta smette di ululare, magari perche ha visto una preda interessante, il silenzio stesso comunica uno stato d animo. Dice "non sono piu interessato al territorio, sto cacciando". Gli altri strigidi comprendono questo linguaggio del silenzio.

In certe notti, specialmente quando soffia il vento forte, le civette non ululano affatto. Il vento disturba la propagazione del suono e rende difficile ascoltare i segnali degli altri. La civetta attende notti piu calme per comunicare. Questa strategia dimostra una comprensione pragmatica dell acustica: non vale la pena spendere energia in un messaggio che nessuno riuscira a sentire chiaramente.

Ogni animale ha la sua storia, il suo linguaggio, il suo modo di stare nel mondo. Le civette dei boschi del Nord Italia insegnano che la comunicazione non e sempre visibile, non sempre facile da decifrare. A volte occorre una notte ferma, un orecchio attento e la consapevolezza che nel buio, intorno a noi, c e un mondo vocale complesso e sofisticato. In caso di dubbio su comportamenti anomali delle civette, il ricorso a un ornitologo locale rimane sempre la scelta piu saggia.

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