Cani

Perché i cani fanno la "danza" prima di sdraiarsi: la scoperta evolutiva e magnetica che sorprende gli etologi

Quando il cane gira in tondo prima di accucciarsi sulla cuccia, non sta solo "cercando la posizione comoda": potrebbe stare scegliendo l'orientamento del suo corpo rispetto al campo magnetico terrestre, lo suggeriscono recenti studi sulla magnetorecezione

Cane di taglia media che gira lentamente in tondo sopra la sua cuccia in tessuto, con la testa bassa e lo sguardo concentrato sul pavimento, prima di accucciarsi a dormire.

Salotto, fine giornata, il cane si avvicina alla sua cuccia con calma. La annusa appena, "buono". E parte: un giro lento, poi un altro, a volte tre, prima di lasciarsi cadere di lato con un sospiro. Succede sempre nello stesso punto, con la stessa sequenza, alla stessa ora. Non è solo l'effetto "rituale buffo" che fa impazzire i reel di Instagram: per l'etologia moderna quella piccola danza prima del sonno è il segnale che nel suo cervello sta succedendo qualcosa di molto preciso.

Negli ultimi vent'anni vari gruppi di ricerca hanno provato a capire cosa passa davvero nella mente del cane quando si prepara a dormire. Uno studio dell'Università della British Columbia di Vancouver, condotto dallo psicologo Stanley Coren, ha analizzato il comportamento di 62 cani in condizioni sperimentali controllate. Una ricerca più recente di un team congiunto della Czech University of Life Sciences di Praga e dell'Università di Duisburg-Essen, guidato dal biologo Hynek Burda, ha collegato direttamente questo tipo di rituali a una vera e propria sensibilità al campo magnetico terrestre. Il punto è capire perché il cane giri così tante volte prima di accucciarsi e che cosa stia "calcolando" in quell'istante.

Le spiegazioni classiche: comfort, territorio e… controllo del pericolo

Per anni si è parlato quasi solo di ergonomia animale. Il cane gira per appiattire l'erba o il fogliame attorno al punto in cui si stenderà, esattamente come fanno i lupi e i canidi selvatici prima di accucciarsi nella vegetazione alta. Un piccolo aggiustamento meccanico per migliorare la comodità della superficie.

C'è poi il tema della marcatura territoriale. Alcuni etologi suggeriscono che, per certi cani, le ghiandole sudoripare presenti tra i polpastrelli possano "firmare" parzialmente il giaciglio. Il giro permetterebbe di lasciare una traccia olfattiva circolare che segnala il territorio occupato. Infine esiste un fattore di controllo dell'ambiente molto antico: ogni volta che il cane gira, ha modo di scrutare a 360 gradi lo spazio circostante, ascoltare rumori, annusare odori, verificare l'assenza di predatori. Di fatto un ultimo check di sicurezza prima di abbassare la guardia.

Tutto vero, ma non basta a spiegare perché il fenomeno esploda proprio quando il cane si trova su superfici irregolari, morbide o sconosciute, mentre tende a girare di meno (o per niente) quando dorme da anni nella stessa cuccia liscia e ben preparata.

Cosa succede davvero quando il cane "prepara il nido"

Lo studio canadese condotto dal professor Stanley Coren, professore emerito di psicologia all'Università della British Columbia, ha lavorato con 62 cani di razze ed età diverse, osservati in un ambiente controllato. I ricercatori hanno predisposto due ambienti diversi: uno con un tappeto liscio e regolare, l'altro con un tappeto a pelo lungo e fortemente irregolare. Ogni cane è stato osservato per quindici minuti mentre sceglieva la posizione e si accucciava. Due condizioni sperimentali speculari, decine di soggetti, ore di video registrato, per separare il fattore "comfort superficiale" da quello "rituale puro". Il risultato è stato chiaro: solo il 19% dei cani ha girato almeno una volta sul tappeto liscio, mentre ben il 55% ha eseguito una o più rotazioni sul tappeto irregolare.

I cani sul tappeto a pelo lungo hanno mostrato anche comportamenti accessori: grattavano il tessuto con le zampe anteriori, lo spingevano con il muso, lo "rimaneggiavano" come se stessero costruendo un vero e proprio piccolo nido. Quando la superficie sotto di loro era irregolare, scomoda o instabile, entrava in gioco un programma comportamentale completo, ereditato dai lupi selvatici. In pratica il cane non gira a caso: gira quando ha bisogno di adattare il giaciglio, come faceva milioni di anni fa nella foresta.

Questo significa qualcosa di notevole: il rituale del giro è la versione domestica del nest-making dei canidi selvatici, un comportamento di preparazione del giaciglio che serviva per appiattire l'erba alta, scacciare insetti e piccoli rettili e creare una buca poco profonda dove rannicchiarsi al sicuro. Quando vivono su un letto morbido e ben preparato dall'umano, i cani moderni eseguono questo programma con meno intensità. Il famoso "girotondo" del cane, insomma, è molto più ingegneristico di quanto sembri.

Il cane ha una bussola interna: il nuovo studio sulla magnetorecezione

La ricerca pubblicata su Frontiers in Zoology nel dicembre 2013 ha fatto un passo in più, concentrandosi proprio sull'orientamento del corpo dei cani durante i momenti di riposo o di routine. I ricercatori cechi e tedeschi, guidati da Vlastimil Hart e Hynek Burda, hanno analizzato per due anni le abitudini di 70 cani di 37 razze diverse mentre svolgevano gesti quotidiani come l'urinare, il defecare e il prepararsi a sdraiarsi. Sono state raccolte oltre 7.000 osservazioni con un protocollo standardizzato che registrava la direzione del corpo dell'animale rispetto al campo magnetico terrestre. I dati sono poi stati incrociati con i magnetogrammi giornalieri che misurano la stabilità del campo geomagnetico ora per ora.

Il dato interessante è che i cani tendevano ad allineare il proprio corpo lungo l'asse Nord-Sud magnetico in modo significativamente non casuale. Non basta la comodità della superficie, né l'orientamento della stanza. È proprio una vera e propria sensibilità al campo geomagnetico a far scattare la scelta della posizione finale. Come se il cane dicesse: "non basta che il giaciglio sia comodo, deve anche essere orientato bene".

C'è anche un dettaglio fondamentale: l'allineamento N-S è risultato nettamente più stabile nelle giornate con campo magnetico calmo e si annullava completamente durante le tempeste geomagnetiche, quando il campo terrestre subiva oscillazioni. Gli autori collegano il fenomeno al principio della magnetorecezione, una capacità documentata in molti uccelli, tartarughe marine, bovini e persino volpi e che ora viene confermata anche nei canidi domestici. Se il cane riesce a percepire piccole variazioni del campo magnetico terrestre, il principio di orientamento N-S porterebbe l'animale a scegliere una posizione di riposo "calibrata" rispetto al pianeta. Non è ancora una prova causale definitiva sul perché il giro avvenga proprio prima di sdraiarsi, ma il quadro è coerente con altri studi sulla magnetorecezione dei mammiferi.

Dallo stesso lavoro emerge un'ultima curiosità: i cani giovani e attivi mostrano un allineamento più marcato rispetto agli anziani, probabilmente perché questi ultimi tendono a privilegiare la rapidità nel sedersi a discapito della precisione dell'orientamento. Un pattern che ricorda, almeno in parte, quanto osservato anche nei lupi selvatici e nelle volpi durante l'avvicinamento alla preda, dove l'orientamento del corpo lungo l'asse N-S sembra migliorare l'efficacia dell'agguato.

Per la vita quotidiana, l'etologia "di precisione" significa una cosa semplice: quando il cane gira due o tre volte prima di accucciarsi, non sta facendo capricci né perdendo tempo. Sta eseguendo un programma comportamentale ereditato dai suoi antenati, fatto di preparazione del giaciglio e orientamento del corpo nello spazio. Lasciategli completare il rituale con calma, su una cuccia adatta alla sua taglia: lo aiuta davvero a rilassarsi e ad addormentarsi meglio.

Se invece notate che il cane gira molto più del solito, fatica a sdraiarsi, si alza più volte appena accucciato, o esegue rotazioni rallentate accompagnate da zoppia, rigidità delle zampe posteriori o difficoltà a piegarsi, i veterinari ricordano che potrebbe esserci un problema di artrosi, displasia dell'anca o dolore alla colonna, soprattutto nei soggetti anziani. In quel caso, più che "buono", la parola da pronunciare è "visita".

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