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La testuggine palustre italiana: come vive nell'acqua dolce

La testuggine palustre rimane immobile sul fondo per ore, poi sale a respirare con un movimento preciso. È l'abitatrice più discreta degli ambienti umidi italiani, capace di ricordare i percorsi tra acqua e terra per decenni.

Testuggine palustre con carapace scuro e macchie gialle sul petto, posizionata su una roccia grigia in acqua torbida, tra vegetazione acquatica verde

Una testuggine palustre rimane sul fondo di uno stagno per quattro ore, immobile come un sasso. I suoi occhi però si muovono. Monitorano ogni spostamento d'acqua, ogni ombra che passa. Quando l'ossigeno scarseggia, risale dritto verso la superficie con una spinta delle zampe posteriori. Tira fuori il muso, respira sei volte lentamente, scende di nuovo. È la vita quotidiana di Emys orbicularis, la testuggine palustre, l'unica tartaruga d'acqua dolce che vive selvaticamente in Italia. Chi, dove, quando: la trovi in Pianura Padana, nella Toscana, nel Lazio, in Campania, in Puglia. Perché: il suo corpo è un adattamento perfetto all'acqua fredda e dolce.

L'architetto invisibile delle paludi

La testuggine palustre non costruisce, non scava, non modifica il suo habitat come farebbero un castoro o una rana. Eppure lo shape, lo plasma con la sua semplice presenza. I luoghi dove vive devono avere caratteristiche precise: acqua ferma o lenta, fondali morbidi di fango, sponde con erba fitta dove deporre le uova. Non sopporta le acque veloci né i torrenti. Non ama le piscine pulite.

Gli stagni naturali sono il suo dominio. I canneti densi lungo le rive sono le sue strade. Le radici sommerse sono i suoi punti di apologo, le zone dove resta sospesa a metà strada tra il fondo e la superficie.

Un singolo stagno può ospitare da tre a venti individui. Non vivono in branchi né in coppie stabili. Dividono lo spazio secondo una gerarchia silenziosa basata sulla taglia e sull'ordine di arrivo. Un giovane esemplare sa riconoscere il versante del proprio stagno dove le temperature sono più miti, dove il cibo è abbondante. Cambia posto ogni stagione, eppure torna sempre là.

La memoria geografica di un corpo freddo

La testuggine palustre è eteroterma: la sua temperatura corporea dipende dall'ambiente. Con il freddo rallenta tutto. Il battito cardiaco scende, il metabolismo si spegne quasi. Rimane in letargo sul fondo da novembre a marzo, respirando attraverso la pelle e le mucose del cloaca.

Eppure, quando l'acqua si riscalda di nuovo, sa dove andare. Esce dalla stessa zona dove è entrata. Gli studi di tracciamento hanno mostrato che individui rimessi in acqua dopo cattura ricordano il percorso verso le zone di alimentazione preferite. Non usano segnali chimici elaborati come i pesci. Usano punti di riferimento: la curvatura della riva, l'altezza dei canneti, forse la pressione dell'acqua.

Una memoria spaziale stupefacente.

Cosa mangia sotto il pelo dell'acqua

La testuggine palustre è principalmente carnivora, ma non è una predatrice aggressiva. Caccia larve di libellula, girini, piccoli pesci, molluschi. Si lascia cadere sul fondo e attende. Quando una preda passa, la cattura con uno scatto laterale della testa. Non insegue, non combatte. Aspetta.

In primavera e in estate mangia quasi ogni giorno. In autunno accumula grasso. Occasionalmente mangia alghe e frutta caduta in acqua. Il suo apparato digerente è lento: cibo ingerito in aprile viene processato fino a giugno.

Beve l'acqua dello stagno. Ha ghiandole salivari che filtrano il sale e l'eccesso di ioni. Nel suo corpo non entra mai il sale marino, perché la testuggine palustre europea non ha mai conosciuto il mare nei suoi adattamenti evolutivi.

Dove depone le uova: il viaggio terrestre

A maggio e giugno, le femmine escono dall'acqua. È l'unico momento in cui abbandonano il loro ambiente per giorni interi. Camminano lentamente verso terreni asciutti, sabbiosi o con terriccio fine. Cercano zone esposte al sole, protette da predatori.

Scavano una buca con le zampe posteriori, depongono da 3 a 20 uova, ricoprono il nido, se ne vanno. Non tornano. I piccoli, dopo 60-90 giorni, scavano da soli verso la superficie e corrono verso l'acqua più vicina. Molti non ce la fanno: uccelli, formiche, coleotteri li intercettano.

Questo è il momento di massima vulnerabilità della specie.

Il pericolo invisibile della perdita di habitat

La testuggine palustre vive in Italia da millenni. Le paludi sono diminuite drasticamente negli ultimi cent'anni. Bonifiche, drenaggi, urbanizzazione: il suo habitat è scomparso o è frammentato. Oggi vive in isolotti d'acqua dolce circondati da campi coltivati o da case. Non può spostarsi. Rimane intrappolata in uno stagno che potrebbe seccarsi.

Non è una specie aggressiva né invasiva come la tartaruga palustre americana. Non compete con l'uomo per le risorse. Eppure è vulnerabile alle malattie, alle siccità, ai pesticidi che entrano in acqua dai campi vicini.

Come comunica il silenzio dell'acqua

La testuggine palustre non vocalizza. Non produce suoni percettibili all'orecchio umano. Comunica con il corpo: il modo in cui si muove in acqua, la velocità con cui scappa, il ritmo con cui risale a respirare. I maschi combattono durante l'accoppiamento, colpendosi il carapace con forza. Il suono sordo risuona sott'acqua e probabilmente segnala ai competitor di stare lontani.

Riconosce gli individui che condividono lo stagno. Non amichevolmente. Semplicemente li riconosce come già visti, non come minaccia immediata.

Quanto vive, quanto cresce

Una testuggine palustre vive in media 40-50 anni in natura. Cresce lentamente: raggiunge la maturità sessuale a 12-15 anni. I maschi restano più piccoli, 15-18 centimetri. Le femmine possono raggiungere 25 centimetri.

Ogni anno aggiunge un anello al carapace. Contare gli anelli, se le tieni in mano, ti dice l'età con una precisione accettabile nei primi decenni. Dopo, i dati si confondono.

Le domande ancora aperte

Come fa una testuggine palustre a orientarsi sott'acqua se non ha punti di riferimento visivi, come in una notte d'inverno dove il fondo è invisibile? Usa il magnetismo? Ha un senso barometrico? Segue temperature precise dell'acqua?

Nessuno lo sa ancora con certezza. La ricerca etologica su questa specie è ancora giovane. È un animale che passa inosservato, che non attira turisti, che non minaccia le colture. Eppure racchiude misteri del comportamento animale ancora irrisolti, risposte che aspettano soltanto qualcuno che abbia pazienza di aspettare insieme a lei sul fondo di uno stagno.

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