Chi entra nel negozio con un pesce malato racconta sempre la stessa storia: non capisce perché sia ammalato, l'ha tenuto bene, gli ha dato da mangiare. Dietro al banco vedo subito il problema. Non è cattiveria. È ignoranza di tre regole che fondano la sopravvivenza di un acquario.
La prima regola è il ciclo dell'azoto. Non puoi mettere un pesce in acqua nuova e pretendere che viva. L'acqua deve colonizzarsi di batteri nitrificanti che trasformano l'ammoniaca, tossica per i pesci, in nitrito e poi in nitrato. Senza questi batteri, l'ammoniaca sale e brucia le branchie del pesce, l'uccide lentamente. Una malattia che sembra infettiva non è infettiva: è avvelenamento chimico.
Quanto tempo serve per stabilire il ciclo? Tre settimane in una vasca con le piante, cinque settimane senza piante. Se leggi "cicla il tuo acquario in tre giorni", sai già che è una bugia commerciale. Nessuno che sappia di acquari promette questo.
Parametri chimici: cosa misurare e perché
Il secondo errore è non misurare niente. Entro in casa del cliente, chiedo il test dell'ammoniaca e il pH. Mi guardano come se chiedessi la temperatura della luna. "Non lo so, la vasca sta bene così". Certo, sta bene finché il pesce non muore in tre giorni.
Il pH ideale per la maggior parte dei pesci d'acqua dolce è tra 6,5 e 7,5. Se il tuo pH è 5 o 8, alcuni pesci non reggono lo stress chimico. L'ammoniaca deve essere 0 ppm, il nitrito 0 ppm, il nitrato sotto i 40 ppm. Questi numeri non sono inventati: sono i margini biologici dentro cui il pesce non si ammala da stress chimico.
Come misuri questi valori? Con test liquidi, non con le strisce di carta. Le strisce sono imprecise e spesso scadute. Compri un kit con provette e reagenti: costa venti euro, dura sei mesi, e ti salva decine di pesci. Se il tuo acquario è nuovo, misura ogni tre giorni per il primo mese. Se è stabile, misura una volta a settimana.
L'acqua cambia di continuo. I pesci producono rifiuti, le piante morte si decompongono, il filtro raccoglie sporco. Se non controlli, l'ammoniaca sale senza avvertimento.
Il sovrappopolamento, l'errore che vedo più spesso
Entro in casa e vedo un acquario da quaranta litri con otto pesci rossi. Capisco subito. Il proprietario ha comperato la vasca piena di pesci, li ha messi tutti dentro il primo giorno, e ora la vasca è un pantano biologico.
La regola è semplice: un pesce rosso ha bisogno di venti litri di acqua, non quattro. Un cavedano ha bisogno di dieci litri. Un pesce persico ha bisogno di quindici litri. Non è una guida approssimativa: è lo spazio minimo perché il pesce non viva in una nube di suoi rifiuti.
Quando overpopoli una vasca, l'ammoniaca sale, il nitrato sale, il pH crolla. Il pesce diventa debole. La sua pelle si infiamma, le branchie si ammalano, arriva una malattia secondaria, funghi o batteri, e il pesce muore. Il proprietario pensa sia stata una malattia infettiva. Non è vero. Era sovrappopolamento chimico.
L'alimentazione e il ciclo dei rifiuti
Il terzo errore grave è nutrire male. La maggior parte dei proprietari dà cibo due, tre volte al giorno. Troppo. Il cibo che il pesce non mangia subito marcisce sul fondo, produce ammoniaca, avvelena l'acqua.
Il pesce mangia quanto un pisello al giorno, non più. Se dai granuli per tre minuti due volte al giorno, il pesce muore di abbondanza. Letteralmente. Il suo intestino si riempie, la digestione fallisce, marcisce in pancia. Molti proprietari non credono a quello che dico. Allora tolgo il cibo per una settimana: il pesce magro improvvisamente guarisce. Era il cibo il veleno.
Quale cibo dai? Dipende dal pesce. Un cavedano mangia scaglie. Un botia mangia pastiglie. Un pesce gatto mangia pellet di fondo. Leggi che specie hai, poi compra il cibo giusto. Non dare a un caracide le scaglie per pesci rossi. È come dare pasta al cane.
Malattie che non vengono da virus, ma da acqua sporca
Quando il pesce ha macchie bianche sul corpo o le pinne marce, il proprietario crede sia una malattia infettiva. Compra medicine costose e le versa in vasca. Spesso non servono. Il pesce non è ammalato da infezione: è avvelenato da ammoniaca.
Prima di curare, misura l'ammoniaca. Se è sopra 0,5 ppm, il pesce non ha una malattia infettiva: ha ustioni chimiche. Cambia il quaranta per cento dell'acqua, pulisci il filtro, riduci il cibo. In una settimana il pesce guarisce da solo. Se continui a non fare niente e dai medicine, il pesce muore perché l'ambiente rimane tossico.
Le vere malattie infettive sono rare negli acquari casalinghi. La maggior parte dei pesci muore di parametri sbagliati, non di virus.
Il filtro e la manutenzione settimanale
Un acquario senza filtro è una bomba batterica. Il filtro ospita i batteri nitrificanti. Se lo tolgo dalla vasca, il ciclo dell'azoto si spezza in pochi giorni e i pesci muoiono.
Come mantengo il filtro? Una volta a settimana, risciacquo le spugne del filtro in acqua tiepida tolta dalla vasca, non dal rubinetto. L'acqua del rubinetto ha cloro: uccide i batteri buoni. Risciacquo finché l'acqua non è trasparente, poi rimetto il filtro in vasca. Non lo butto via, non lo pulisco con sapone. Troppi proprietari credono che il filtro si "rinasca" come il bucato. Non è vero. Il filtro accumula batteri buoni: li proteggo.
Se il filtro è intasato e l'acqua non passa, il pesce non respira bene. L'ossigeno scende, il pesce si ammala.
Che cosa fare prima di riempire una vasca nuova
Se stai per comperare un acquario, non farlo con questa fretta. Leggi cosa serviva prima. Una vasca ha bisogno di substrato, piante vive se possibile, un filtro adatto al volume, una pompa d'aria se la vasca è piccola, un riscaldatore se i pesci sono tropicali, e tempo.
Riempi la vasca, accendi il filtro, metti una o due piante acquatiche, aspetta una settimana. Dopo una settimana, compra tre pesci, non dieci. Aspetta una settimana ancora. Misura ammoniaca e nitrito. Se sono zero, puoi comprare altri pesci. Aspetta, misura di nuovo. Una vasca stabile si costruisce in mesi, non in giorni.
Questo è il criterio decisivo per non perdere pesci: non avere fretta. La fretta uccide più pesci della negligenza. Chi entra da me con un acquario stabile e pesci sani ha una cosa sola in comune: ha atteso che l'acqua fosse pronta prima di aggiungere il pesce.
